Chi sono i mitici Masai?


I Masai (o Maasai) sono un popolo che vive sugli altopiani in un area al confine fra Kenya e Tanzania. Inizialmente i masai, che provenivano dall’attuale Sudan, si erano stabiliti nel Kenya centrale dove furono decimati, alla fine del XIX secolo, da una serie di epidemie e carestie. Gli inglesi, negli anni ’60, istituirono la zona protetta del Masai Mara costringendo i masai a spostarsi.

I masai sono tradizionalmente allevatori. Sebbene il loro stile di vita tradizionale fosse basato sull’allevamento del bestiame, procurandosi gli altri generi alimentari con lo scambio, oggi i Masai hanno bisogno di praticare anche l’agricoltura.

La lingua che parlano si chiama “maa”, da cui il nome dell’etnia che è da loro pronunciato “maasai”. La lingua appartiene al gruppo delle lingue nilo-sahariane ed è dello stesso ramo delle lingue di altri popoli nilotici quali i pokot, i dinka ed i nuer.

La società masai è organizzata per gruppi d’età maschili, i cui i membri vengono iniziati a diventare guerrieri e successivamente anziani. Non hanno capi, ma ogni gruppo ha un “Laibon” di riferimento, una sua guida spirituale. I bambini sono considerati veramente tali dopo una settimana circa dalla nascita, momento scandito dalla cerimonia del nome. È il padre a dare il nome ai figli, a volte la madre da o suggerisce il nome delle figlie. I bambini piccoli, nella vita tradizionale, erano incaricati di far pascolare i vitellini e gli agnelli, le bambine di portare l’acqua, pulire l’enkang e aiutare nella cucina. Ogni 15 – 20 anni, gli anziani decidono l’inizio di un nuovo ciclo di iniziazione.

Tutti i giovani non ancora iniziati fino ai bambini di circa 12 anni, vengono a far parte dello stesso gruppo, diviso in due tornate – la destra e la sinistra. Questa divisione verrà mantenuta per tutta la vita. Dopo varie cerimonie, il rito più importante è quello della circoncisione che deve essere sopportata in silenzio. Dopo la circoncisione il giovane è considerato un moran, giovane guerriero. In passato, i giovani dovevano partecipare ad una caccia al leone prima di essere iniziati. Purtroppo questo rituale, seppur vietato, viene ancora praticato, e stà lentamente portando alla estinzione dei leoni in Kenya.

Dopo la circoncisione, e per circa 6 mesi, il moran dovrà vestirsi di nero e potrà disegnare sul viso dei simboli usando terra bianca. In questo periodo, i moran vivranno in una casa speciale, manyatta, costruita senza barriere spinose, inutili visto la presenza di tanti guerrieri. Quasi contemporaneamente alla formazione del nuovo gruppo, il vecchio gruppo che aveva avuto la circoncisione durante l’ultima cerimonia passerà di grado, diventando guerriero anziano. A sua volta, il gruppo precedente farà il passaggio per diventare anziano con la cerimonia dell’eunoto.

Le donne hanno un loro rito di passaggio, la mutilazione genitale. La maggioranza dei clan prevede la clitoridectomia, altri richiedono anche l’escissione delle grandi labbra della vagina. Queste pratiche sono oggi vietate dalla legge e rifiutate da molte ragazze che desiderano invece un tipo incruento di iniziazione.

In tempi remoti, i masai vestivano di pelli, spesso colorate con colori vegetali. Anche i monili erano pochi, fatti con semi e fili di origine vegetale. Con l’arrivo dei colonialisti, i masai hanno cambiato il loro modo di vestire. Dai soldati inglesi, i masai hanno acquisito le tipiche coperte usate per il kilt.

Oggi le donne sono note per le grandi collane, formate da larghe piastre discoidali, mentre gli uomini in genere indossano una shuka con colore predominante rosso e portano un caratteristico bastone con l’estremità a forma di sfera. La modificazione corporea più evidente tra i masai è quella della perforazione del lobo delle orecchie e il conseguente allungamento della parte pendente del lobo. Il foro viene praticato usando un oggetto accuminato.

Nel foro vengono inseriti spine e altri oggetti via via più grandi per aumentare progressivamente la lunghezza del lobo tagliato. Il lobo può poi essere ornato con perline, pezzi di avorio, orecchini. Questa pratica è sempre più rara, visto che i giovani non amano avere i lobi pendenti.

I Masai venerano un unico dio immanente in ogni cosa, che può manifestarsi in forme benevole oppure distruttive. Tuttavia, oggi molti Masai hanno abbracciato diverse fedi cristiane.